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Published on 03/23,2008

Questo disco è stato autoprodotto da alcuni compagni anarchici di Genova come strumento di autofinanziamento per le lotte contro il carcere e al repressione.


Salsa, carcere, ribellioni

1- Wilson Manyoma - El preso
2- Ismael Rivera - Las Tumbas
3- The latin brother – Carcelero
4- Wilson Manyoma - El presidio
5- Fania all stars - Galera tres
6- Wilson Manyoma - Mi libertad
7- The latin brother - Patrona de los reclusos
8- Hector Lavoe - Juanito Alimana
9- Ruben Blades - Pedro Navaja



La salsa e la sua storia (breve)

Le radici della Salsa nascono in Africa, dalle sue danze e tamburi esplosivi. Gli schiavi africani che arrivarono ai Carabi e in tutta l’America Latina portarono le loro credenze e la loro musica, quest’ultima con l’andare del tempo andò evolvendo, fondendosi con la realtà dell’epoca.

Molti degli schiavi delle isole caraibiche fuggirono dalla brutale repressione del boia colonizzatore e si concentrarono a Cuba, dove c’era un po’ più di libertà. A Cuba sbocciarono molto dei ritmi che contaminarono la musica afro latina americana. È così che le radici della salsa uscirono dall’Africa, arrivarono ai Carabi e continuarono il loro volo migratorio ed evolutivo.

Questo genere musicale si è tramandato attraverso chi ha vissuto storie di schiavitù e migrazione.
Tristemente l’America Latina è stato teatro di colonie e dominazioni con tutte le loro terribili conseguenze. Dove si coltiva miseria si raccoglie ribellione, ed è per questo che parte della salsa narra storie di delinquenza, rendendo omaggio ai “malviventi”, come nei casi del famoso “Pedro Navaja” di Ruben Blades e il conosciuto “Juanito Alimana” di Hector Lavoe.

Dopo aver compiuto un tempo di detenzione, i/le detenuti/e vengono deportati i loro paesi d’origine, con il divieto di ritornare in territorio italiano. Alcuni inghiottono vetri e lamette per evitare l’espulsione.
Queste carceri stanno aspettando migranti “senza documenti” esseri umani emigrati per crisi economiche, catastrofi sociali, dittature, neocolonizzatori, guerre e persecuzioni per ragioni politiche e religiose.

In Italia esistono più di 14 CPT, finanziati con denaro pubblico e amministrati da organizzazioni cattoliche come CARITAS o la MISERICORDIA. La CROCE ROSSA ITALIANA anche, collabora e amministra la costruzione e il finanziamento dei CPT. Ci sono più di 15 nuovi progetti (CPT), molte di queste galere sono già in costruzione.


Viviamo in tempi di guerra...
Reagiamo come si deve

Senza dubbio stiamo vivendo in mezzo ad una guerra e conviene aprire gli occhi di fronte a questa realtà. È ora di abbandonare il ruolo di vittime, di organizzarci e affrontare il nemico. Le forze dell’ordine sono le incaricate a controllare e castigare chi non vive nei limiti castranti della legge, sono il braccio armato e visibile del sistema che opprime, il resto dei boia castigano comodamente firmando leggi.

Si vive un male comune, dove tutti/e soffriamo le conseguenze di una quotidiana repressione, è ora di unirsi, di essere solidali tra tutti/e,di proteggersi a vicenda, di ribellarsi, in tanto ….davanti agli occhi della legge siamo già potenziali delinquenti...


"Ti parlo della prigione..."

La Salsa è un genere musicale narrativo, dove il cantante è un “racconta storie” e parla di realtà comuni latine americane, realtà vicine, intime ed incluso personali.

Il tema “carcere” è un ingrediente costante della Salsa, una tenebrosa realtà narrata con ritmo e sapore, versi anti-carcerari.

Molti dei cantanti di Salsa sono stati migranti e per il semplice fatto di esserlo, hanno vissuto in ghetti, repressi, controllati e incarcerati. È per questo che ci cantano le loro storie, esprimendo odio ed opposizione al carcere.

Oggi giorno, la storia cammina per un sentiero assurdo;la vita della gente in mano ad un governo, un sistema che utilizza l’istituzione carceraria per mantenere un presunto ordine. La gente è sottomessa al lavoro per sopravvivere, ipnotizzata da vetrine e schermi, mentre alle sue spalle la
polizia umilia e molesta la gente chiedendo i documenti.

Il governo italiano di Centro Sinistra nell’anno 1997 con la legge Turco-Napolitano, ha creato una serie di leggi per “controllare” il “fenomeno” migratorio. Tra queste leggi e proposte nasce il progetto del CENTRO DI PERMANENZA TEMPORANEO (CPT), un carcere esclusivamente per migranti. Il parlamento italiano ha deciso che chi non ha i documenti in regola sarà punito come un delinquente. Sappiamo che i clandestini sono una fonte di ricchezza per molti sfruttatori, il lavoro nero ingrassa il padrone e lo sviluppo del primo mondo. Molta della migrazione clandestina (e non solo clandestina) cerca di sopravvivere lavorando duramente e in condizioni inumane. Chi arriva a livelli di disperazione e viola la legge per necessità, semplicemente sta reagendo ad una provocazione del sistema capitalista. Questa è l’ipocrisia della legge, della doppia morale, del governo, tutto sotto la tutela e il controllo di una super-struttura chiamata STATO.

Il CPT è un carcere con l’aspetto di un campo di sterminio, i suoi muri e il suo filo spinato ci ricordano i vecchi campi di concentramento. I detenuti/e (condannati per il miserabile fatto di essere "illegali" ) vivono in condizioni inumane a volte il suicidio è un alternativa al rimanere rinchiuso o all’essere deportato.


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